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La Passione di Cristo

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Costumista: Maurizio Millenotti | Regista: Mel Gibson | Anno: 2004

Il film è aperto dalla citazione di un versetto del Libro di Isaia (53,5: dai cosiddetti "carmi del servo sofferente"), scritto nell'VIII secolo a.C., che la tradizione cristiana riferisce a Gesù, giusto perseguitato. La vicenda si concentra sulle ultime ore di vita di Gesù Cristo, dall'arresto nell'Orto degli Ulivi, al processo sommario presso il Sinedrio ePonzio Pilato, alla sua atroce flagellazione, fino alla morte in croce e risurrezione.

La trama del film cerca di seguire il racconto dei vangeli creando una sinossi-armonizzazione di essi data la loro complementarità (vedi tavola sinottica in Passione di Gesù). Alcune delle scene sono tratte dai diari di Anna Katharina Emmerick, una mistica tedesca vissuta tra il 1774 ed il 1824 - in particolare dal suo libro La dolorosa Passione del Nostro Signore Gesù Cristo, e da La mistica città di Dio di Maria di Agreda.

Per ricreare maggior realismo, il film è stato interamente girato in latino e in aramaico, le lingue del tempo, e sottotitolato nelle lingue moderne. La ricostruzione dei dialoghi in aramaico, lingua che nella versione parlata allora in Giudea (il cosiddetto “aramaico maccabaico”) ci è nota solo con una certa approssimazione, è stata affidata algesuita statunitense William Fulco[2], mentre per il latino è stata scelta la pronuncia ecclesiastica in luogo dellarestituta, verosimilmente utilizzata dai Romani di quel periodo.

II film è stato interamente lavorato in Italia, con un cast in prevalenza composto da attori italiani. Gli esterni del film sono stati girati in Basilicata nelle città di Matera[3] e Craco, paese fantasma della provincia materana.[4] Gli interni del film presso gli studi di Cinecittà a Roma.[4] Le riprese del film si sono svolte tra il 4 novembre 2002 al 13 gennaio 2003; il suo budget è stato di 30.000.000 $.

Sono molti gli aneddoti che girano attorno alla lavorazione del film, avvenuta su un set blindato, nel freddo inverno. Il coinvolgimento emotivo e spirituale è stato forte anche da parte di chi non si potesse dire credente: si parla di conversioni come quella dell'attore Pietro Sarubbi (Barabba), che ha dichiarato di aver abbracciato il cristianesimo proprio sul set della pellicola[5].

L'interprete del Cristo, l'attore cattolico statunitense James Caviezel, è stato assistito per tutte le riprese da un sacerdote; nelle pause di lavorazione recitava il rosario, per trarre ispirazione. Nella maggior parte delle scene nel film dove vi è Gesù morente sulla croce, l'attore Jim Caviezel è stato sostituito con una fedele ricostruzione roboticadel valore di circa 350.000 $. Un eccellente "lavoro in ecopelle" in modalità "animatronic" (animazione elettronica) per muovere la testa e gli arti, ansimare e far uscire fiotti di sangue.

Un vero gioiello tecnologico, creato dal maestro degli effetti speciali Keith Vanderlaan, aveva già esibito le sue truculente qualità in altri film come Dracula e Hannibal[6]. Caviezel ha comunque girato le scene sulla croce, ma solo quelle dove recitava. Tra l'altro girò quelle scene in cui era pieno inverno e c'erano a malapena 5 gradi a Matera; un forte vento e gli costò ipotermia e polmonite. La ricostruzione robotica è stata usata per il momento dell'inchiodamento alla croce e per le riprese in cui Cristo non dialoga, per le scene d'effetto.

Nella scena in cui il primo chiodo viene puntato nel palmo della mano di Cristo e inchiodato, la mano dell'inchiodatore è quella di Mel Gibson. È sempre la mano di Mel Gibson che aiuta ad alzarsi Monica Bellucci/Maria Maddalena nella scena in flashback della lapidazione. Per la flagellazione invece è stato appliccato un accurato make-up sul dorso e torace dell'attore, in modo da avere l'effetto della carne lacerata dalle fruste munite di uncini (flagelli) dei soldati più realistico possibile, anche se durante l'esecuzione del flagello gli interpreti dei soldati romani simulavano con le fruste (prive di uncinetti sulle corde) di colpire il dorso di Caviezel, successivamente durante la post produzione tramite la CGI sono stati applicati sia gli uncinetti alle corde delle fruste nel momento del colpo, che l'effetto dei tagli sulla pelle dell'attore.

La passione di Cristo

Abito da uomo in quattro pezzi composto da tunica, pazienza, mantello e stola. La tunica è in lana marrone e nera. La pazienza, come la stola, è interamente ricamata a motivi geometrici con vari materiali: cordoni, ciniglie, fili oro, pietre, nottole e placche di metallo, assemblati su lana e velluto. Il ricamo della pazienza rappresenta il frontale del Tempio di Gerusalemme con la grande placca di metallo le cui dodici pietre incastonate rimandano alle dodici tribù di Israele.[...]

SCHEDA DEL COSTUME

Costumista: Millenotti Maurizio

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